top of page
AC Logo trasparente.png

PERCHE’ ABBIAMO SEMPRE SPAZIO PER IL DOLCE? LA RISPOSTA E’ NEL CERVELLO

  • Immagine del redattore: Active Care
    Active Care
  • 3 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Molte persone, anche dopo un pasto abbondante, riferiscono di riuscire a mangiare ancora un dessert. Questo comportamento non dipende soltanto dall’abitudine o dalla golosità, ma da meccanismi neurobiologici complessi che coinvolgono cervello, ormoni e percezione del piacere.

Sazietà e ricompensa non sono la stessa cosa

La sazietà è il segnale con cui l’organismo comunica di aver assunto energia sufficiente. È regolata da una rete di segnali provenienti dallo stomaco, dall’intestino e da diversi ormoni, che agiscono a livello cerebrale. Tuttavia, questi sistemi non coincidono sempre con quelli che controllano il desiderio di mangiare per piacere. Anche in assenza di fame, infatti, il cervello può continuare a rispondere in modo marcato a cibi particolarmente appetibili, come quelli ricchi di zuccheri.


Il ruolo dei circuiti cerebrali

Gli alimenti dolci attivano specifici circuiti della ricompensa, in particolare aree cerebrali collegate alla dopamina, neurotrasmettitore coinvolto nella motivazione e nella gratificazione. Questo sistema favoriva la ricerca di cibi ad alta densità energetica e quindi ha avuto un ruolo evolutivo importante. In passato era quindi un vantaggio per la sopravvivenza; oggi, in un contesto di facile accesso al cibo, può invece favorire un consumo eccedente rispetto al reale fabbisogno.


La “sazietà sensoriale specifica”

Un altro concetto utile è quello della sazietà sensoriale specifica. Durante il pasto, l’interesse verso un determinato sapore tende a ridursi progressivamente. Tuttavia, un alimento con caratteristiche sensoriali diverse — come il dolce dopo il salato — può riattivare il desiderio di mangiare. In altre parole, non è lo stomaco ad avere ancora bisogno di cibo, ma il cervello a rispondere alla novità e alla piacevolezza dello stimolo.

 

Comprendere il meccanismo per gestirlo meglio

Avere voglia di dolce a fine pasto è quindi un fenomeno fisiologicamente plausibile da non semplificare con interpretazioni moralistiche. La consapevolezza del ruolo del cervello nella regolazione del comportamento alimentare rappresenta però un primo passo per sviluppare un rapporto più equilibrato con il cibo.


*Apri un ticket se vuoi eseguire una visita con il nostro medico internista.

 






Commenti


bottom of page