HPV: NON È “UN PROBLEMA DA DONNE”. IL VACCINO PROTEGGE ANCHE GLI UOMINI

Il papillomavirus umano (HPV) è una delle infezioni sessualmente trasmesse più comuni. Nella maggior parte dei casi viene eliminato spontaneamente, ma alcuni tipi a rischio possono persistere e favorire lesioni precancerose e tumori. Non solo della cervice uterina: l’HPV è coinvolto anche in tumori dell’ano, del pene, della vulva, della vagina e dell’orofaringe. Negli uomini può causare condilomi genitali e contribuire alla trasmissione dell’infezione.

Quando vaccinarsi
La vaccinazione è più efficace prima dell’esposizione al virus, quindi idealmente prima dell’inizio dell’attività sessuale. In Italia è raccomandata a ragazze e ragazzi nel dodicesimo anno di vita, cioè dagli 11 anni. Fino ai 14 anni inclusi il ciclo prevede due dosi; dai 15 anni sono previste tre dosi.
E se non ci si è vaccinati da adolescenti?
Recuperare è possibile. Il programma nazionale mantiene la gratuità per le donne non vaccinate o con ciclo incompleto almeno fino ai 26 anni e per gli uomini almeno fino ai 18 anni. Le Regioni possono prevedere offerte più estese. La vaccinazione è inoltre raccomandata in alcune categorie a maggior rischio, tra cui persone con HIV, uomini che fanno sesso con uomini e donne trattate per lesioni cervicali di grado elevato.
Dopo i 26 anni è troppo tardi?
Non necessariamente. In età adulta una persona può non essere stata esposta a tutti i tipi di HPV coperti dal vaccino. Tuttavia, il beneficio tende a ridursi con l’aumentare delle esposizioni pregresse. Oltre le fasce previste dai programmi di recupero, l’opportunità della vaccinazione va valutata con il medico o il centro vaccinale, considerando età, storia sessuale, condizioni di rischio e programmi regionali.
Vaccinarsi contro l’HPV significa prevenire infezioni persistenti, lesioni precancerose e tumori: una strategia di prevenzione che riguarda entrambi i sessi.
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